Quando si interviene con una bonifica ambientale?

IL RUOLO VITALE DEL RISANAMENTO AMBIENTALE.

 

Hai mai pensato in quale maniera una discarica possa danneggiare l’ambiente? 
Ammontano a tonnellate gli scarti di rifiuti domestici, commerciali e industriali accumulati. In altre parole, è
un’enorme spazzatura all’aria aperta.

Per questo motivo è indispensabile che un’azione ambientale efficace eviti possibili danni a luoghi come questo. In breve, questo è il ruolo del risanamento ambientale.

Cos’è la bonifica ambientale e come funziona?

In sintesi, una bonifica ambientale è una misura di intervento il cui fine è il recupero delle aree contaminate. Di conseguenza, un’area che presenta un rischio per la salute degli esseri umani o danni all’ambiente deve quindi essere sottoposta a questa azione. In primis, la bonifica ambientale viene eseguita identificando i fattori chiave che causano l’inquinamento. Una volta identificati, una squadra specializzata si mobilita affinché questi vengano eliminati.

Le aree contaminate sono luoghi in cui viene generata una certa forma di inquinamento, perciò sono definite dannose per la salute pubblica e l’ambiente.

Esempi di aree contaminate:

Discarica sanitaria; • Spazi occupati da strutture industriali; • Spazi occupati da unità commerciali; • Edifici in cui vi è depositato del materiale contaminante.

Gli esempi più comuni di aree contaminate, quindi, sono le discariche e le discariche disattivate, che indubbiamente implicano diversi rischi per l’ambiente.

Il processo di bonifica.

E’ da appurare che la bonifica ambientale è un processo molto articolato. Questo perché è indispensabile una valutazione estremamente dettagliata. Una valutazione delle cause e delle conseguenze della contaminazione.

In altre parole, è uno studio che definirà le misure più efficaci per il risanamento ambientale.

Fasi del processo

Una volta che il processo avrà luogo, la bonifica ambientale delle aree contaminate avverrà attraverso le seguenti fasi:

Valutazione iniziale per riscontrare sospetta contaminazione, potenziale contaminazione o se l’area è già contaminata.
• Raccolta di campioni di suolo e acqua per confermare la contaminazione;
• Ricerche più particolareggiate per misurare la contaminazione, al fronte delle quali viene delimitato il sito interessato;
• Analisi dei
rischi chimici per l’ambiente e la salute umana;
• Programmazione di interventi e misure di recupero ambientale;
• Concretizzazione delle misure previste per porre rimedio all’area contaminata;
• Monitoraggio dell’area decontaminata per
confermare i risultati delle misure correttive. 

Le tecniche di risanamento ambientale sono organizzate in due gruppi: quelle svolte in situ (sul posto) ed ex situ (al di fuori).

La bonifica ambientale “in loco”

Le tecniche in situ: corrispondono alle misure eseguite nell’area contaminata stessa. In effetti, comporta spese meno ingenti e presenta un basso rischio di contaminazione secondaria.

Le Bonifiche ambientali al di fuori del sito.

Le tecniche ex situ: sono misure che vengono eseguite al di fuori dell’area contaminata.

Questa tecnica è più rischiosa perché concerne il trasporto di rifiuti contaminati. Naturalmente, essi saranno trasportati nel luogo in cui saranno trattati. 

Tuttavia, in questo caso esiste anche il rischio di contaminazione secondaria. 

 

Fine del tragitto:

Nel risanamento ambientale ex situ , i rifiuti contaminati possono:

Essere indirizzati alla discarica

Oppure subiscono determinati processi come: 

Desorbimento termico: un processo che elimina o riduce i livelli di avvelenamento del suolo da idrocarburi di petrolio non riciclabili come benzina e diesel;

• Coprocessing: trattamento di rifiuti solidi industriali per generare energia alternativa all’industria del cemento, in breve.

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